“Il lavoro non si trova, il lavoro non si perde, il lavoro s’inventa”: questa una frase dell’articolo del professore Raoul C. D. Nacamulli. Ma cosa significa oggi essere “self made man”? L’autore riporta alcune riflessioni provenienti dal libro di Jacopo Perfetti “Inventati il lavoro” che in maniera stimolante pone alcune questioni attuali sulla ricerca del lavoro, descrivendo la nostra società come luogo caratterizzato “dall’imprenditorialità diffusa, basata sulla creatività delle persone, i processi collaborativi, i modelli di mobilità organizzativa e di carriera”.

 

Secondo Perfetti, sebbene l’autoimprenditorialità non sia una capacità semplice da acquisire, la maggioranza delle persone può sviluppare un “approccio imprenditivo e strategico al mercato del lavoro”, purché si creda in due principi:” l’idea che la capacità di riconoscere e di valorizzare le proprie competenze costituisca una risorsa strategica chiave e quella che la realtà non sia semplicemente un dato di fatto ma che siano le persone a costruire il mondo”. Apparentemente semplice? Di certo una complessa e stimolante sfida per ciascuno di noi.


Raoul C. D. Nacamulli è professore ordinario di Organizzazione Aziendale nell’Università di Milano-Bicocca e direttore scientifico del Bicocca Training and Development Centre. È anche membro dell’extended MIP Faculty del Politecnico di Milano (a partire dal 2012) ed è anche stato Direttore del CRORA – Centro di Ricerca sull’Organizzazione Aziendale dell’Università Bocconi dal 1987 al 1998. Collabora con Harvard Business Review Italia ed è uno speaker su temi di Human Resource Management e Sviluppo Organizzativo presso aziende ed associazioni professionali.

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“Come inventarsi il lavoro nell’era della trasformazione digitale”