E se il lavoro fosse un’occasione di piacere? “Ci hanno convinto che la vita ha senso solo al di fuori del lavoro” si legge subito dal sottotitolo dell’articolo.

Il tema è la relazione tra il mondo del lavoro e il mondo dei giovani e, più in generale, sul significato del tempo che le persone dedicano al lavoro e il senso di quest’ultimo per la società. Il professor Dario Nicoli si rivolge ai giovani in modo particolare e proprio a loro, come si legge nell’intervista pubblicata su Morning Future, dedica un libro “Manuale di educazione al lavoro per i giovani”.

Perché? È la domanda che potrebbe sorgere spontanea e, infatti, la prima dell’intervista. Non è solo un “must have” ma una reale esigenza se si considera, da un lato, il lavoro come “un canale che mette in relazione la persona e la collettività” e, dall’altro, il lavoro come “parte progettuale dell’anima della società”.

Qual è il minimo comun denominatore di entrambe le letture? È qui che il professore ci invita a vedere la persona come il vero attore dell’intera opera, e non solo come uno spettatore. Come fare in un periodo storico abitato, secondo il professore, da una crisi culturale che nutre scetticismo sulla nostra identità? I dati poi fanno riflettere: da un lato abbiamo una disoccupazione giovanile al 26-27% e dall’altra abbiamo imprese che sanno già che non troveranno 250mila persone da qui al 2025.

Il professor Nicoli mette in risalto, approfondendo il senso e significato del lavoro, la civiltà come corpo vivente che si contraddistingue per un carattere generativo. Ecco quindi che oggi la società ha bisogno di giovani, del loro “sentire” per continuare a dar vita, insieme a chi è già inserito nel contesto lavorativo, a questo organismo.

Come aiutare i giovani a riscoprire il lavoro come occasione di piacere? Il professore ipotizza sia necessario rivedere il sistema di orientamento che in primis, dal suo punto di vista, deve avere uno scopo educativo e aiutare i giovani a “rispondere alla domanda chi sei, dove sei, cosa ti piace fare…” perché la nuova competenza “di sapersi porre in modo adeguato davanti alla realtà” ci chiama, giovani e meno giovani, a saper dare un senso alle cose e il mestiere di ciascuno di noi ha un senso e un significato se esiste “un legame con il mio mondo personale”.

 


Dario Eugenio Nicoli è docente incaricato di Sociologia economica, del lavoro e dell’organizzazione presso l’Università Cattolica di Brescia, facoltà di Scienze della formazione. È esperto di sistemi formativi; svolge attività di ricerca e di consulenza per vari organismi pubblici e privati. È membro del Comitato tecnico scientifico del Centro Studi per la Scuola Cattolica della Conferenza Episcopale Italiana. Fa parte di numerosi comitati tecnico scientifici per progetti di ricerca e formazione.

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“Ci stanno rubando il lavoro”
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