La collaborazione tra l’intelligenza artificiale e l’intelligenza umana è un legame sempre più forte e consolidato: se da un lato i progressi dell’AI facilitano importanti avanzamenti per il mondo del lavoro, dall’altro è indiscusso il bisogno dell’essere umano per compiere valutazioni, e prendere quindi decisioni, in relazione al contesto di riferimento.

 

Ed è proprio la capacità decisionale l’oggetto di questo articolo, scritto da Alessandro Di Fiore per l’Harvard Business Review Italia, secondo cui di certo i big data e l’intelligenza artificiale generano benefici e vantaggi “soprattutto in relazione alla capacità di prendere decisioni meglio informate” ma l’essere umano ha un pensiero sistemico e una visione olistica che sanno tener conto, nel processo di valutazione e ai fini della decisione, del contesto e dell’esperienza.

 

Cosa significa quindi per le persone decidere in questo contesto? E soprattutto chi decide nei nostri luoghi di lavoro? Che impatto hanno avuto i big data e l’AI sul processo decisionale? L’arrivo dei big data e dell’AI hanno fatto emergere l’esigenza di creare team centralizzati composti da un gran numero di analisti di dati per comprendere meglio come poter realizzare fruttuosi incrementi di business ma Alessandro Di Fiore, chiamando all’appello anche la sua esperienza, apre una riflessione invitandoci a pensare se sia effettivamente l’unico ed efficace modus operandi. Pensiamo, a esempio, ad aziende nate su Internet come Airbnb in cui i dati sono al centro del modello di business. “Airbnb è convinta che ogni dipendente debba poter accedere alla propria piattaforma dati per prendere decisioni informate.”

 

Cosa accadrebbe se il modus operandi di questa best practice si permeasse in ogni nostro luogo di lavoro? Se la capacità decisionale non fosse solo “per pochi” ma fosse estesa fino alla front line? Più velocità? Decisioni più efficaci? La “democratizzazione del potere decisionale basato sull’analisi”, dice l’autore, creerebbe, forse, “un valore più tangibile”. L’accesso ai dati è l’unica variabile di questa trattazione? Vien da sé, come ci invita a riflettere l’autore che di certo è “fondamentale ma non sufficiente”: come rispondere al bisogno quindi di abilitare le persone fornendo loro strumenti e competenze per leggere e interpretare i dati?


Alessandro Di Fiore, Presidente di StrategiQs Edizioni (Harvard Business Review Italia), Founder e CEO di ECSI (European Center of Strategic Innovation) e di ECSI Consulting.

 

Leggi l’articolo: Harvard Business Review Italia

“Perché l’intelligenza artificiale sposterà le decisioni dai piani alti alla front line”